Concepita come una ‘quadreria musicale’, la ventiquattresima stagione di 900presente propone cinque concerti monografici che si rivelano come ritratti di grandi compositori del XX secolo.
Sciarrino, Ohana, Ligeti, Goebbels sono i protagonisti di questa edizione, tutta costruita come una narrazione multi linguaggio tra performance musicale, recitazione e parola scritta. A loro si aggiunge anche un prezioso omaggio al compositore Carlo Ciceri, produttore di 900presente fino alla sua prematura scomparsa nel marzo di quest’anno, con l’esecuzione del suo brano Ins Wasser.
La stagione si apre con Aspern di Salvatore Sciarrino (1947), un’opera per attori, soprano ed ensemble tratta dal celebre racconto di Henry James “Il carteggio Aspern”. Misteriosa e quasi onirica, la drammaturgia alterna musica e testo favorendo un certo senso di smarrimento e di sorpresa, giacché interpreti e personaggi non sempre coincidono in modo lineare lungo lo svolgersi del racconto.
Il secondo concerto descrive la figura di Maurice Ohana (1913-1992) attraverso tre dei suoi brani più iconici: Anneau du Tamarit, ispirato all’ultimo canzoniere poetico di García Lorca, Tres Gráficos, in cui i ricordi della chitarra flamenca si sfumano nell’immaginario dell’autore e Silenciaire, un brano per sei percussionisti e archi.
Il terzo concerto, appuntamento di chiusura della manifestazione ‘Conservatorio in Festival’, ricorda il compositore spezzino Carlo Ciceri (1980-2022) con Ins Wasser, uno dei suoi lavori più belli, che rilegge alcuni lieder di Schubert, ricomponendo un mini ciclo di sette testi attorno al tema del viaggio per mare. A completare il programma il brano La vie d’un héros per violino orchestra dell’autore canadese Walter Boudreau.
Il quarto appuntamento della stagione è dedicato a György Ligeti (1923-2006) per celebrare il centenario della nascita del maestro ungherese, una delle figure più importanti del panorama culturale del ‘900, per indipendenza e originalità di percorso.
Conclude la rassegna il concerto dedicato al compositore tedesco Heiner Goebbels (1952), con Songs of Wars I have seen, ventisei potenti movimenti che includono parole recitate dalle donne dell’ensemble, tratte dal libro “Wars I have seen” di Gertrude Stein, in cui l’autrice americana racconta scene di vita quotidiana durante la guerra. La luce fioca di alcuni abat-jour trasforma il teatro in una sorta di grande salotto in cui la musica avvolge il pubblico in un racconto poli-stilistico, tra sonorità jazzistiche e citazioni barocche.
La XXIV stagione 900presente è sostenuta da